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Museo Gypsotheca di Possagno e il suo essere Smart

Ormai siamo giunti alla fine anche di questo 2020, un anno così assurdo ma che personalmente mi ha fatto crescere tantissimo.

Per concluderlo ho deciso di parlarti del Museo Gypsotheca di Possagno e il suo essere Smart.

una mia foto al Museo Gypsotheca di Possagno
Nel giardino della Casa Natale di Canova

Ho scelto di dedicarmi proprio a questo argomento, dopo essermi confrontata con alcuni di voi, a seguito del mio primo SmartVeneto quiz.

Ti starai chiedendo di cosa si tratta?

Te lo spiego, praticamente lo SmartVeneto quiz si tiene il primo lunedì di ogni mese nel mio profilo Instagram.

Io vi interrogo su tutte le curiosità che pubblico ogni lunedì sulle mie stories, ovviamente a tema turismo Veneto e alla fine, i più bravi, possono vincere diversi premi collegati al mio Blog o ai miei social.

Magari il prossimo a vincere potresti essere proprio tu!

Sono molto contenta di parlarti proprio di questo argomento perché la Gypsotheca è una delle eccellenze della Regione Veneto. Si tratta di uno dei primi musei veneti ed è la più grande Gypsotheca monografica d’Europa.

Sculture in gesso
L’ala ottocentesca della Gypsotheca

La parola Gypsotheca deriva dal greco e letteralmente significa raccolta di gessi.

Nella Gypsotheca di Possagno sono contenute le opere in gesso originali del grande scultore neoclassico Antonio Canova, da cui hanno preso ispirazioni diverse opere, presenti nei vari musei del Mondo.

Tale museo è solo una parte del vasto polo culturale e artistico presente nel borgo, dove troviamo oltre alla Gypsotheca il tempio, la sua casa Natale, il Giardino, il Brolo e il Parco che, assieme alla Biblioteca e all’Archivio storico, danno vita a uno spazio da cui ha avuto origine quanto realizzato dal grande scultore Neoclassico Antonio Canova.

Il Giardino della Casa Natale di Canova

Questi spazi presentano oltre ai meravigliosi gessi opere diverse come: dipinti a olio, tempere, disegni, memorie, vestiti, strumenti di lavoro e libri.

Gli abiti nobili di Antonio Canova

Il complesso canoviano si occupa di ricerca e diffusione del sapere attraverso laboratori, rivisitazioni, guide, percorsi e pubblicazioni.

Ad oggi si è reso veramente Smart grazie ai virtual tour tematici, adatti anche alle scolaresche e realizzati sfruttando, ad esempio, la piattaforma Zoom (di cui ammetto di essere diventata anche io esperta dopo tutte le conferenze e convegni a cui ho partecipato quest’anno ;)) e i social come Instagram e Facebook, con ad esempio le dirette.

Il giorno 29 dicembre ho potuto assistere a un evento che quest’anno si è tenuto online su Zoom: si chiama Frammenta 0.1 e riguarda i cambiamenti che la Gypsotheca ha subito a seguito della Prima Guerra Mondiale, è stato un momento molto interessante e ricco di spunti di riflessione che ora voglio condividere qui con te.

Nel 1846 è stata aperta la Gypsotheca per volontà di Giovanni Battista Sartori Canova, fratellastro del grande artista e da lui stesso  nominato suo erede.

A Giovanni Battista Sartori Canova completò il tempio e ne fece un mausoleo.

Il tempio di Possagno

Inoltre chiuse lo studio romano di cui era amministratore e fece trasportare i gessi da Roma a Possagno.

Tra il 1829-1830 i gessi furono imbarcati a Civitavecchia e arrivarono fino a Venezia e poi su carro furono trasferiti a Possagno.

Al 1908 risalgono le prime fotografie realizzate dai fratelli Alinari, ad oggi sono visibili al Fast (foto Archivio storico trevigiano) di Treviso.

Un evento che toccò profondamente la Gypsotheca fu, senza dubbio, la Prima Guerra Mondiale, in particolare i bombardamenti del 1917, quelli della notte del 26 dicembre, quando una granata di mortaio partita da Alano o Quero ruppe il tetto, provocando danni alle opere qui conservate e problemi atmosferici.

Dopo la Disfatta di Caporetto gli abitanti di Possagno furono sfollati prima a Cà Rainati, frazione di San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso e poi arrivarono fino in Sicilia.

Quindi subito dopo questo momento la Gypsotheca venne chiusa al pubblico e venne riaperta solo nel 1922.

Chi si occupò di recuperare la situazione furono inizialmente i Serafin Stefano e Siro, rispettivamente padre e figlio, che recuperarono i frammenti presenti nel pavimento e iniziarono la ricostruzione, anche grazie alle fotografie, cercando di conservare in modo più possibile quanto voluto da Canova.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1955 e 1957 Carlo Scarpa: uno dei più celebri architetti veneti del ‘900 rilegge in modo diverso quanto fatto pur nel rispetto dell’originale bellezza.

L’ala Scarpa prende il posto di spazi che prima erano usati come magazzini; infatti la Gypsotheca era soprannominata “Ospedale dei gessi“.

Le tre Grazie dell’Ala Scarpa

I lavori di restauro continuarono anche nel nostro secolo. Nel 2012, grazie alle moderne tecnologie, come la stampa 3d furono replicate le stampe in gesso e si operò adeguandosi alle nuove disposizioni antisismiche.

Purtroppo alcune opere presentano ancora i segni della Guerra. Questo serve a testimonianza storica del passato di questi luoghi, come delle cicatrici che però le rendono ancora più forti.

I segni della Grande Guerra a Possagno

Tutt’ora il personale della Gypsotheca si continua a prendere cura di tutta questa bellezza e per farlo realizza diverse attività, promosse tramite il loro sito. Alcune di queste erano già in essere prima.

In questi mesi, a seguito dei due lockdown, è stato tutto migliorato, per offrire ai visitatori esperienze ancora più di valore. La Gypsotheca è un esempio di realtà virtuosa, hanno saputo adattarsi alla situazione storica attuale per continuare a educare e trasmettere cultura a quante più persone possibili. Nonostante tutto.

Tu conoscevi tutte queste splendide iniziative?

Per scoprire tutti i loro programmi per il 2021, ti invito alla loro diretta del 3 gennaio sul loro account Facebook. Io non vedo l’ora e tu?

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